I film di Fellini sono un viaggio al centro di noi stessi, dentro la sostanza, oltre le apparenze.
C'è un filo, un pensiero, un'ossessione che lega capolavori come La Dolce Vita, 8½ e Giulietta degli Spiriti.
L'inquietudine profonda di un tormento interiore, una lotta feroce contro i demoni, gli spiriti, i miti che dall'infanzia imbrigliano i nostri desideri e l'immaginazione. Fellini li racconta e li rappresenta: il mostro marino sulla spiaggia di Fregene, le visioni e la crisi di Guido Anselmi, Giulietta bambina al teatrino delle monache.
Il passato è sempre presente. La realtà si confonde nella dimensione surreale e onirica. Ed è nel sogno e nella follia che si può scorgere la vera natura delle cose. Fellini diceva: "l'unico vero realista è il visionario".
Vedere è il punto. Vedere, capire e lasciare andare, riconciliarsi con noi stessi per liberarci dall'oppressione dell'educazione e della cultura. Perchè come afferma Valentina Cortese nella pellicola del 1965: siamo diventati terribilmente complicati e incivili.
Ecco una scena da Giulietta degli Spiriti.
Buona visione:
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In modo sintetico penso che questo tuo post esprima bene quello che ho tentato di dire nella mia recensione su 8 e mezzo. Complimenti per il blog, cresce bene
Grazie mille! Lo prendo come un parere assolutamente autorevole
Sì io un po' per pigrizia un po' per abitudine tendo a concentrate tutto il possibile in poche parole...